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mercoledì, 22 agosto 2007

LE INTERMITTENZE DELLA MORTE di José Saramago


LE INTERMITTENZE DELLA MORTE di José Saramago

Titolo: Le intermittenze della morte (As Intermitências da Morte)
Einaudi, 2005
Traduzione: Rita Desti
Pagine: 205
Isbn: 88-06-17937-3
Prezzo: 17 €


Josè Saramago ha fatto centro un'altra volta, mi dicono. Portoghese nato nel 1922, stabilmente tradotto in italiano e pubblicato per i tipi di Einaudi, ha vinto il premio Nobel per la Letteratura (quella con la L maiuscola) nel 1998.



Comincio a leggere il suo ultimo romanzo, dunque, Le intermittenze della morte e mi trovo in difficoltà già verso la terza o quarta pagina. Quest'uomo scrive in una maniera strana. O per lo meno la sua traduttrice, Rita Desti, adotta una forma quanto mai inusuale (ma credo proprio che rispecchi le abitudini stilistiche del suo autore). Mi devo costringere a forza per andare avanti.

Accidenti!, la storia è interessante. La morte (con la m minuscola, non maiuscola) ha deciso di non operare più per ben sette mesi e gli abitanti di un'intera nazione sono sgomenti di fronte a una simile decisione. L'autore si diverte e prevedere quali siano le roccambolesche decisioni del governo e delle categorie economiche per far sì che questo sciopero della sorella dalla falce sempre pronta (una falce che non parla mai pur essendo molto espressiva!) non porti a un disastro economico e sociale.

Ma come ho già accennato, l'autore usa una forma un pò strana, che incontro per la prima volta. Non ci sono « o » di sorta, nemmeno il «-» è più in auge in Portogallo, a quanto sembra. Tanto meno le «"» aiutano a distinguere il discorso diretto da quello indiretto. Solo una piccola e timida «,» permette di passare dal diretto all'indiretto. In sostanza è come se una persona parlasse sempre con lo stesso tono per lunghi paragrafi di un argomento ostico. Davvero difficile starci dietro.

Però la mia pervicacia è servita a qualcosa: andando avanti nella lettura ci si abitua a questa strana forma e il racconto va avanti che è una delizia! Il linguaggio è ricco e colorito, e ciò che avviene è tragicomico, come lo spirito umano sottoposto a lunghe e minacciose situazioni.

La seconda parte del romanzo sorprende, perché la morte che ha deciso di far capire all'uomo che cosa ne sarebbe dell'uomo stesso senza la morte, a un certo punto è costretto a imparare a sue spese quale sia la forza dell'amore e della vita.

Sebbene il romanzo non si presenti come un romanzo esplicitamente cristiano - non nella materia tanto meno nell'approccio - devo dire che aiuta, tramite un linguaggio ironico e sarcastico, a riflettere sulla fragilità dell'essere umano e sul momento culminante e pregno di significato che può essere la morte. Questa realtà vitale abbandonata dalle considerazioni moderne, proprio nel romanzo finisce per risultare come quell'attimo cruciale in cui l'essere umano e le società sono chiamate a dar significato alla propria esistenza. Non a caso tutta la seconda parte del romanzo si sofferma sul tentativo della morte di comprendere il perché il suo "pupillo" abbia deciso di non morire. E' indubbiamente questa la parte migliore del romanzo, la più profonda e, anche, poetica.

Ho scoperto uno scrittore. Mi sono entusiasmato e lo propongo a tutti.


it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Saramago
www.comitatomst.it/sarabio.htm
www.liberonweb.com/einaudi/tas_saramago.asp
postato da: Fabrieli alle ore 07:59 | link | commenti (2)
categorie: contemporaneo, straniero

Commenti
#1    22 Agosto 2007 - 16:34
 
Di questo autore ho letto "Vangelo secondo Gesù Cristo" è lo stile di scrittura è molto simile da quello che hai descritto tu.

Permettimi una battuta...

Immagino la gioia degli impresari di onoranze funebri della nazione del libro :-D
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente discipulus

#2    23 Ottobre 2008 - 09:13
 
Il libro è magnifico.
Una volta superato l'ostacolo dei periodi lunghissimi e della punteggiatura "strana" la storia scorre via in un amen. Io l'ho letto in due giorni... ora lo sto rileggendo. E' una storia originale e geniale, e la genialità di Saramago sta nelle piccole cose, nei fatti apparentemente ovvi che poi rivelano aspetti profondi.

Un libro eccezionale..
utente anonimo

Commenti

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