IL PAPA DEFINITIVO di Clifford D. Simak
Titolo originale: Project Pope
Editrice Nord, 1983
Traduzione: Roberta Rambelli
Pagine: 287
ISBN: 8842903574
fuori catalogo

La fantascienza di Simak (premio Hugo nel 1959, nel 1964 e nel 1981) è una fantascienza sui generis, imbastita di alieni buoni, di robot umanizzati e di scene "campestri". Non per nulla il genere di Simak è stato comunemente definito: "gentile e pastorale".
C'è lo spazio, ma non ci sono roboanti scene di invasioni di alieni, di inseguimenti su navi spaziali, o di lotte e guerre. Lo spazio sembra essere più l'ampiezza cui Simak spinge il suo sguardo, uno sguardo che si abbevera alle smisurate larghezze dell'universo per descrivere, con toni pacati, le varie esistenze di esseri che anelano tra loro alla pace ed alla concordia. La narrazione del futuro, infatti, è vista da un lato umanistico, in cui prevalgono un messaggio di pace e di fratellanza universale.
Uno stile sobrio, diretto , pieno di dialoghi e di trame ben congeniate senza troppi filtri letterari ad appesantire la narrazione (senza cioè introspezioni particolari, digressioni filosofiche, excursus vari...), in Simak è centrale su tutto la ricerca della verità. Simak è indubbiamente un agnostico, ma aperto alla dimensione del soprannaturale. Per cui le sue opere rivelano una tendenza al misticismo, ad una religiosità di base che si esplica spesso in una sorta di panteismo universale, di religiosità naturale che permea tutte le specie viventi della Galassia.
Anche questo suo romanzo non sfugge all'aria bucolica di Simak. Su di un pianeta ai margini della Galassia (dal nome emblematico Fine di Niente), a cui si giunge tramite la nave Viandante, uomini e robot lavorano da mille anni ad un progetto segretissimo chiamato Progetto Papa. L'edificio in cui si lavora a questo progetto prende il nome di Vatican-17, con tanto di Basilica annessa, di robot cardinali (ma anche di robot semplici frati e di robot e basta), ed il robot più importante è un immenso computer chiamato Papa.
Si intuisce ben presto che quello che questo progetto sta cercando è l'unificazione di tutte le conoscenze dell'universo (anche quelle ottenute da esseri alieni) in un'unica grande mente "divina", quale può essere quella del papa-computer. Un computer in grado di selezionare ed accrescere da solo la mole sconfinata di informazioni.
Simak descrive in questo romanzo la speranza che prima o poi uomini e robot giungano a considerarsi fratelli, uniti nella ricerca delle supreme conoscenze universali. Come a dire: solo a partire dall'armonia degli esseri dell'universo, siano essi robot, alieni o umani, si giungerà alla suprema conoscenza dell'universo.
Elisabetta M.
http://www.startrekitaliamagazine.it/93/html/fantalibri.htm
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