LA ZONA MORTA di Stephen King
Titolo originale: The Dead Zone
Sperling Paperback, 1981
Traduttore: A. Terzi
Pagine: 460
ISBN: 88-8274-429-9
Prezzo: 9,20 €

Risvegliandosi dal coma durato quattro anni, Johnny Smith si ritrova essere diverso e speciale, dotato di un dono di spessore biblico: è capace di leggere la mente, il passato, il presente e, quel che è peggio, il futuro delle persone con cui entra in contatto.
Due cose vorrei sottolineare di questo romanzo scritto senz'altro molto bene:
- al termine di un inesorabile cammino verso la tragedia, che si acuisce di svolta in svolta e di incidente in incidente (dopo i quali il protagonista si ritrova con un potere sempre più ampio), risalta nel romanzo l'idea che il potere speciale di Johnny non sia dovuto a un caso ma che sia stato voluto proprio da un dio che vigila sulla storia umana; anzi: non un dio ma Dio, proprio quello con connotazioni cristiane, capace di prendere in mano la vita di una persona e di condurla alla consapevolezza delle proprie possibilità. Il protagonista sviluppa una coscienza del proprio ruolo sempre più decisiva nelle vicende del romanzo e da scettico diventa un credente, nel vero senso del termine. Si lascia andare alla volontà di chi ha disegnato per lui un compito speciale.
- Tuttavia il Cristianesimo che ne esce è qualcosa di frammentario, caotico, in piena crisi. John Smith è circondato da un'aura di mistero e di diffidenza crescente che lo pone a diretto contatto con la strampalata fede della madre. Questo personaggio femminile si fa carico delle teorie fideistico-ufologiche sviluppatesi negli Stati Uniti negli ultimi decenni. Dapprincipio la madre crede fermamente che il figlio sia il destinatario di un grande progetto da parte di Dio. E su questo ci ha visto giusto. Ma poi lei degenera abbracciando sempre più teorie assurde che mettono in luce la difficoltà di credere nel mondo d'oggi: si percepisce l'esistenza di un dio, finanche di quello cristiano, ma c'è una grande difficoltà nell'accogliere il sistema di fede veicolato dalla tradizione. Il giudizio su questa fede contorta e sfigurata, da parte di Stephen King è pesante: per bocca del marito e del figlio, la madre sta vivendo un'esperienza da psicoterapia ma si ha come l'impressione che tuttavia il romanzo non possa che essere la fotografia di uno stato di cose.
In definitiva, questo è un romanzo - secondo me - in parte autobiografico, che riguarda da vicino la fede di Stephen King molto più di quanto possa sembrare a una lettura veloce. Vi ho ritrovato un sincero movente religioso, alla base, già riscontrato in romanzi come L'ombra dello Scorpione o La lunga marcia. Ma la crisi della fede occidentale si diffonde in queste pagine con tutta la sua potenza.
Fabrizio V.
it.wikipedia.org/wiki/La_zona_morta_%28romanzo%29
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