E NON DISSE NEMMENO UNA PAROLA di Heinrich Boll
Titolo originale: Und sagte kein einziges Wort
Mondadori, 1998
Traduttore: Chiusano I. A.
Pagine: 224
ISBN: 8804455624
Prezzo: 7,80 €

In questo clima di aberrante celebrazione dell’effimero, in cui il pensiero è stato messo al bando nell’illusione di aver ormai colmato gli infiniti vuoti della vita, ci vorrebbe la rilettura di questo romanzo per ristabilire un contatto con il senso più profondo della vita.
La vicenda di Fred e Kate ci avvicina al ruvido disincanto di una quotidianità segnata dall’indigenza e dagli stenti provocati dai rovesci della guerra. Marito e moglie hanno conservato immutato l’amore reciproco ma le conseguenze psicologiche della guerra hanno reso impossibile la loro convivenza, il mantenimento dell’unità famigliare sotto un tetto comune come se nulla fosse accaduto. La guerra ha aperto uno squarcio disorientante nella serenità di Fred privandolo della capacità di reagire e di recuperare il senso della vita. Kate invece, facendo appello a quella forma di resistenza al dolore che solo le donne riescono a conservare nei passaggi più dolorosi dell’esistenza, conserva la propria funzione materna accudendo i tre figli.
Apprezzabile la strategia di affidare il racconto ai due protagonisti in un alternarsi di punti di vista, di sentimenti e di modi di leggere la realtà che attraverso un solo io narrante sarebbero andati smarriti. Heinrich Boll si fronteggia in questo libro con temi ardui pervenendo ad una sostanza di indubbio spessore che preme sotto la superficie seduttiva di un linguaggio semplice e lineare.
Tra le macerie morali prima ancora che materiali della città di Colonia, devastata dai bombardamenti, i due protagonisti sopravvivono in un clima di angosciante attesa nella speranza che dai loro contatti furtivi possa scoccare prima o poi la scintilla capace di alimentare nuovamente il focolare domestico.
Pur gravati dal fardello inatteso della miseria entrambi conservano inalterato un profondo senso di umanità che li sottrae all’enfasi rancorosa della ribellione, rendendoli al contrario testimoni dolenti di una pietas di inequivocabile matrice giansenistica.
Nel corso del fine settimana, che vorrebbe segnare il ricongiungimento del loro rapporto sotto le apparenze canoniche della convivenza matrimoniale, giacciono l’uno accanto all’altra nel letto di una squallida camera di albergo, privi di confortanti certezze dinanzi al richiamo inquietante delle prime avvisaglie del consumismo. Tuttavia, avvolti solamente in un manto di tenera speranza, accettano l’ombra mutevole del destino che si portano alle spalle come se fosse la propria croce senza dire nemmeno una parola.
Gian Paolo G.
it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_B%C3%B6ll
www.viaggio-in-germania.de/lett_bol.html