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sabato, 29 dicembre 2007

SE CONSIDERI LE COLPE di Andrea Bajani


SE CONSIDERI LE COLPE di Andrea Bajani

Einaudi, 2007
Pagine: 170
ISBN:
9788806187194
Prezzo: 14 €


Dopo le sferzanti denuncie dell’inquietante realtà del precariato, e le amare riflessioni sulle dirompenti condizioni sociali dell’opulenza consumistica, Andrea Bajani trova una nuova dimensione comunicativa perlustrando zone d’affetti e d’ombra.


 


Con Se consideri le colpe compone un libro che è un curioso miscuglio di relazione di viaggio, di diario privato e di romanzo, un liquido di contrasto iniettato nel circuito dei nostri pregiudizi.

Il protagonista di questo racconto tenero e coinvolgente sbarca in Romania apparentemente per assistere ai funerali della madre e per comprendere le motivazioni, che in un lontano giorno della sua infanzia, la condussero ad abbandonarlo con il padre adottivo per inseguire un progetto commerciale stravagante ed una passione amorosa mal riposta.

Ma presto il viaggio a Bucarest di Lorenzo si rivela un accurato espediente per allargare la visuale su di un paese stravolto dalla delocalizzazione, un fenomeno economico dietro al quale si dissimula una nuova forma di colonizzazione.  

Gli uomini che atterrano a Bucarest sono in cerca di fortuna. Hanno trasferito li le loro aziende, comprato terreni e fuoristrada ed innalzato capannoni con nomi italiani per mettere le mani su donne e denaro. Sono i nuovi pionieri di un’economia feroce, che non mira alla promozione delle risorse umane ma tende unicamente al loro sfruttamento e che con la presunzione di togliere il medioevo dalla testa di questa gente, compra la loro miseria per pochi soldi. Con i soldi sistemi tutto, i romeni vanno matti per i soldi.

Il protagonista si guarda intorno con un misto di inquietudine e curiosità, osservando con infinita tristezza l’infilata dei capannoni di lamiera, tirati su gli uni accanto agli altri così come l’opprimente presenza del palazzo di Ceausescu.  

Bajani incapsula le parole e gli aggettivi in maniera da vivificare gli ambienti narrati, disegnando con estrema leggerezza e con pudore una serie di immagini concrete e pur lievi, sempre avvolte in un’atmosfera molto tenue, riuscendo mirabilmente a gettare un fascio di luce sulle contraddizioni di una terra lontana squassata dall’avido furore di una devastazione morale.

Con ruvido disincanto egli spoglia il mondo delle sue tinte consolatorie, rendendoci digeribile, ancorché non accettabile, la crudeltà umana e le miserie della vita, accomunando la malinconia di un ragazzo che ha perduto la madre tra le voraci fauci dell’egoismo con il silenzio straziante di coloro che vivono di miseria e di risentimento.

Privo di acredine, l’io narrante si rivolge alla madre con un rimpianto nostalgico che nasce da una maniera di osservare il mondo ad un tempo distaccata e partecipe. Reggendo la lanterna dei suoi ricordi si addentra con pazienza e con determinazione nel buio di un’esistenza ricavandone un sentimento di straziante desolazione.

Hai cominciato a partire che ero piccolo. La prima volta è stato un viaggio di piacere, andare a trovare degli amici che avevano tentato la fortuna. Mi avevi disegnato il mondo sopra un foglio, la sera prima, e mi avevi fatto vedere dove andavi. Noi siamo qui, mi avevi detto, e domani io sarò in questo punto quaggiù. Avevi tracciato una riga con un pennarello rosso che partiva da casa e arrivava fin lì. È un ponte, dicevi, è come passare dall'altra parte del fiume. Così sotto il ponte avevamo colorato tutto di blu, avevamo riempito d'acqua l'Europa. Poi il foglio l'avevamo attaccato con lo scotch allo sportello del frigo, e lì è rimasto per gli anni a venire.

Scritto con un linguaggio duro ma poetico il racconto coinvolge profondamente il lettore che viene assorbito da una narrazione che si dipana lenta ed accattivante. E non si può non entrare in sintonia con un autore capace di sedurre con emozionante naturalezza e di commuovere con raffinata essenzialità espressiva.

Gian Paolo G.


 

Andrea Bajani, nato a Roma nel 1975, vive attualmente a Torino. Ha pubblicato “Morto un papa” Ed. Portofranco , “Qui non ci sono perdenti” Ed. Pequod, “Cordiali saluti” Ed. Einaudi, “Mi spezzo ma non mi piego”  Ed. Einaudi.  Per il teatro è coautore di “Miserabili”, l’ultimo spettacolo di Marco Paolini e “I mercanti di liquore”. Fa parte della redazione di Nazione Indiana, collabora con “La Stampa” e “L’Unità”.

postato da: Fabrieli alle ore 11:57 | link | commenti (4)
categorie: italiano, attuale

Commenti
#1    11 Gennaio 2008 - 01:15
 
ha visto bene il presente senza vedere il passato che l'ha creato... vorrei tanto leggere questo libro e forse lo trovero un giorno.

e forse un giorno diro la storia del pasato chi ha lasciato un paese come Bajani ha visto bene... nessuno in questo mondo non dovrebbe mai piu vivere cosi, e nessun popolo in questo mondo non merita essere distrutto come noi siamo stati distrutti... solo che la storia ha gia scrito le sue parole...e questa e la realta che viviamo...

scusa il mio italiano.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lagrima

#2    11 Gennaio 2008 - 15:17
 
Ciao lagrima. Ci fa piacere il tuo commento. Continua a seguirci, se vuoi...
A presto.
Fabrizio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Fabrieli

#3    28 Maggio 2008 - 15:51
 
IL LIBBRO MI E' PIACIUTO TANTISSIMO PER LA TEMATICA MA SOPRATTUTTO PER LA CAPACITA' DELLO SCRITTORE DI IMMERGERTI NELLA REALTA' DESCRITTA CON FRASI CONTINUAMENTE DA RILEGGERE PER LA LORO BELLEZZA PROFONDITA' SEMPLICITA' UMANITA'
utente anonimo

#4    28 Ottobre 2008 - 08:38
 
Un libro bellissimo, tenero, una lunga lettera d'amore di un figlio ad una madre splendida e sbagliata. Grazie Andrea, non avevo ancora letto i tuoi libri e questo è stata per me una rivelazione.
penelopee
utente anonimo

Commenti

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