I FIGLI DI HURIN di J. R. R. Tolkien
Titolo originale: Tha tale of the children of Hurin
Traduttore: Caterina Ciuferri
Bompiani, 2007
Pagine: 325
ISBN: 8845259617
Prezzo: 20 €

Christopher Tolkien ha deciso di comporre questo testo molto tempo dopo la morte del padre. C'è chi sostiene si tratti di un'operazione soprattutto commerciale. Io dico: ne è valsa la pena.
Spiego perché.
"I figli di Hurin" è un romanzo tragico nel senso greco del termine. Un destino incombe sulla testa dei figli di Hurin, che ha osato sfidare Morgoth. La sua famiglia dovrà sempre vedersela con la morte e l'infelicità, fino a quando non sarà totalmente estinta.
Quel che Morgoth vuole punire è la pervicacia di un Uomo, amico del proprio re e degli Elfi, di voler ostinarsi contro un Vala. Hurin, imprigionato nel malefico regno del Vala rinnegato, non cede e Morgoth si vendicherà sui suoi discendenti. Nel frattempo la moglie Morwen ha avuto la saggia idea di allontanare il figlio Turin da casa per farlo crescere con gli Elfi. Ma destatosi all'età adulta, è proprio Turin che decide di intraprendere il viaggio per liberare il padre.
Turin è un eroe tragico, quasi come quello dell'antichità classica. Un destino, stabilito dagli dei, si abbatte su di lui e contro di esso il malcapitato si trova a dover combattere inutilmente.
Eppure Tolkien non è un greco e la sua idea di libertà personale è ben diverso da quello che poteva esserci nella Grecia di 2500 anni fa. Se allora si aveva una concezione alquanto vaga e illusoria della libertà personale, lo spessore cristiano di Tolkien traspare da questo bellissimo testo, che a tratti ricorda la freschezza dello Hobbit, mentre spesso richiama l'epicità del Silmarillion. Infatti, a ben guardare il tragico destino del protagonista non è determinato dal Vala malvagio, quanto dalla sua stessa testardaggine a voler dar contro a qualcosa che lo supera in grandezza. Turin si vuole misurare con un ordine di grandezza che non gli appartiene.
Tolkien non indica una strada da percorrere affinché tutto si possa sistemare; anzi! Pare proprio che quando scenda in campo la Trascendenza gran poco si possa fare per modificarne le decisioni. Ma la questione è proprio questa: Turin vuole mettersi alla pari di un Vala quasi per cancellare la malvagità che da Lui dipende. Ma con questa premessa l'esito non può che essere uno.
Di scena in scena si nota come Turin rimanga vittima, più che delle azioni di altri o di Morgoth, delle proprie decisioni spesso sconsiderate. La maledizione che grava sulla famiglia di Hurin si realizza soprattutto perché è Turin stesso ad aprirne la strada.
Fabrizio V.
it.wikipedia.org/wiki/I_figli_di_H%C3%BArin